La Bibbia non sbaglia

Perché la bibbia non sbaglia

Bibbia

Quando leggo le critiche alla Bibbia di alcuni non credenti mi chiedo con che spirito si siano davvero accostati ad Essa. Non mi pare, infatti, purtroppo, che abbiano voluto capirci granché. Chi si accosta alla Sacra Scrittura dovrebbe, innanzitutto, sapere che fu scritta in una lingua arcaica, usando un alfabeto privo di vocali e un vocabolario povero di sostantivi, nonché in un periodo storico del tutto diverso dal nostro. Tutto ciò ha avuto ed ha delle fortissime implicazioni che mi pare, però, tanti non prendano minimamente in considerazione. Ci si limita ad estrapolare alcune frasi, decontestualizzandole, con la pretesa di dimostrare così che la Bibbia sia falsa ed incoerente. Decontestualizzare, però, è sempre sbagliato. Mi rivolgo a te, amico ateo: ipotizziamo tu dica o scriva che “per legittima difesa sia giusto uccidere” (sviluppando poi tale concetto in un discorso più ampio). Se Caio, dopo aver estrapolato parte di quella frase, dicesse: Tizio ha scritto che “è giusto uccidere”, tu come reagiresti?  

PREMESSA NECESSARIA SU COME VADA LETTA E INTERPRETATA LA BIBBIA:

Da qualche parte ho letto una frase che diceva più o meno così: “Dio non ha faxato la Bibbia dal Cielo ma l’ha ispirata”. Dunque, noi crediamo che Dio abbia ispirato ogni singola pagina della Bibbia ma l'agiografo (colui che è stato ispirato da Dio) ha messo per iscritto la Parola del Signore secondo tutti i propri limiti umani e culturali (nonché secondo il modo di pensare dell’epoca).

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DOMANDE E RISPOSTE:

Ma è proprio vero che la Bibbia contenga errori o incoerenze? 

Attraverso una serie di domande e risposte dimostreremo che non ne contiene.

LA LEPRE RUMINA?

- Anche la lepre, perché rumina ma non ha l’unghia spartita, è impura per voi. (Levitico 11:6) -

Nella Bibbia, la lepre è considerata "ruminante" ma la scienza ha dimostrato che non lo è poiché non possiede il cosiddetto "rumine" (stomaco ripartito in più parti tipico di alcuni erbivori). Ciò, però, non significa che la Bibbia sia in errore. Il “rumine” fu scoperto nel 1880, prima di allora ruminare significava, semplicemente, masticare una seconda volta il cibo già stato nello stomaco che è, del resto, ciò che fanno anche le lepri e i conigli pur non avendo, appunto, ciò che la scienza oggi chiama rumine; dunque, la Bibbia, a riguardo, non sbaglia. Il fatto che ai giorni nostri i termini “ruminante” e “ruminare” abbiano acquisito un significato più specifico non vuol dir nulla. Le parole nascono, si evolvono e talvolta anche muoiono. Nel nostro caso ci interessa sapere cosa tali termini significassero all’epoca e non oggi. Forse nelle più recenti traduzioni si sarebbe potuto usare un termine diverso ma, se si fosse fatto, i laicisti più incalliti avrebbero accusato la Chiesa di “rimescolare” le carte in tavola (come chi l'accusa di aver cambiato il “non indurre in tentazione” in “non abbandonarci alla tentazione” perché quest'ultima versione farebbe più comodo”).

IL PIPISTRELLO E' UN UCCELLO?

- Tra gli uccelli avrete in abominio questi, e non li mangerete, perché sono un abominio: l’aquila, il cigno, il pellicano, l’avvoltoio, […] la cicogna, l’upupa e il pipistrello. (Levitico 11:13-19) -

Il pipistrello non è un uccello ma un mammifero. Ciò non vuol dire, comunque, che la Bibbia sia in errore. Il termine ebraico ‘Of, comunemente tradotto “uccello”, significa, più specificatamente, “dotato di ali”. Indica, in pratica, gli alati in genere tra cui i pipistrelli.

QUANTE ZAMPE HANNO GLI INSETTI?

- Sarà per voi in abominio anche ogni insetto alato, che cammina su quattro piedi. (Lv11,20-23) -

La parola ebraica tradotta come “insetti” è “Shèretz”, ossia viventi in sciame. Il termine che traduciamo con zampa è “Ragàl” (piede). La cavalletta, ad esempio, ha sì 6 zampe ma le 2 davanti gli ebrei non le contavano come “piedi” (noi diremmo zampe) ma come “mani”. Il brano in questione, infatti, segue dicendo: “potrete mangiare quelli che hanno due mani sopra i piedi per saltare sulla terra (Lv11,20-23)”. Ciò dimostra che l’autore sapeva benissimo che gli insetti hanno 6 arti e non 4. La lingua ebraica era povera di sostantivi tant’è che, ad esempio, ancora al tempo di Gesù i parenti prossimi (come i cugini) venivano chiamati fratelli e sorelle poiché non esisteva, nella loro lingua, un apposito termine (cosa ampiamente dimostrata). I cosiddetti “fratelli e sorelle” di Gesù, menzionati nei Vangeli, erano parenti prossimi. Non deve, pertanto, stupire che gli ebrei chiamassero i pipistrelli “dotati di ali”, anziché mammiferi volanti, o che chiamassero piedi i 4 arti posteriori degli insetti e mani/zampe quelli anteriori

POSSIBILE CHE DIO ABBIA CREATO IL SOLE E LE ALTRE STELLE IL 4° GIORNO?

- 14 Dio disse: «Ci siano luci nel firmamento del cielo, per distinguere il giorno dalla notte; servano da segni per le stagioni, per i giorni e per gli anni 15 e servano da luci nel firmamento del cielo per illuminare la terra». E così avvenne: 16 Dio fece le due luci grandi, la luce maggiore per regolare il giorno e la luce minore per regolare la notte, e le stelle. 17 Dio le pose nel firmamento del cielo per illuminare la terra 18 e per regolare giorno e notte e per separare la luce dalle tenebre. E Dio vide che era cosa buona. 19 E fu sera e fu mattina: quarto giorno (Genesi 1, 14-19) -

Siamo davvero sicuri che Dio abbia "creato" il Sole e le restanti stelle al quarto giorno (dopo, cioè, il nostro pianeta)? Analizzando attentamente il testo ebraico, scopriamo che le traduzioni "in volgare" di quel brano siano fuorvianti..

                                                                                                                                                                                                         LEGGI TUTTO

IL SEME DELLA SENAPE E' IL PICCOLO DEL MONDO?

- Esso è come un granellino di senapa che, quando viene seminato per terra, è il più piccolo di tutti semi che sono sulla terra (Mc4,31) -

Il seme della senape non è il più piccolo di tutti i semi e non lo era nemmeno ai tempi di Gesù. Con tutta probabilità, però, era il piccolo tra quelli conosciuti nella Palestina di quel tempo. 

                                                                                                                                                                                                         LEGGI TUTTO

I DEMONI CAUSANO L'EPILESSIA?

- E venuti verso la folla, gli si accostò un uomo, che gli si inginocchiò davanti, dicendo: “Signore, abbi misericordia di mio figlio, perché è epilettico e sta male, poiché cade spesso nel fuoco e spesso nell’acqua; e l’ho condotto dai tuoi discepoli, ma non l’hanno potuto guarire”. Rispondendo, […] Quindi Gesù lo rimproverò, e il demonio uscì da lui; e da quell’ora il fanciullo fu guarito. (Matteo 17:14-18) -

L’esegesi biblica non necessita di sostenere che i demoni causino l’epilessia. Il ragazzo era già epilettico (come lo sono purtroppo tante persone) e allo stesso tempo posseduto da un demonio che lo rendeva muto. Gesù guarì quel ragazzo dall’epilessia e lo esorcizzo dalla possessione diabolica che lo aveva reso muto.

PERCHE' LA GENEALOGIA DI GESU' CAMBIA DA UN VANGELO ALL'ALTRO?

Le due diverse genealogie si spiegano alla luce della cosiddetta “Legge del Levirato”. Riporto ciò che, a riguardo, scrive l’enciclopedia Treccani:

Levirato: Istituzione secondo la quale un uomo ha l’obbligo, o semplicemente il diritto, di sposare la vedova del proprio fratello; tale obbligo riguarda per lo più la vedova del fratello maggiore, e non si estende a quella del fratello minore. Il l. (dal lat. tardo levir «fratello dello sposo») era frequente fra i popoli dell’antichità. Presso gli Ebrei, il cognato era obbligato a sposare la propria cognata rimasta vedova e senza figli; il primo figlio nato dal nuovo matrimonio era considerato come figlio del defunto. Il cognato poteva rifiutare tale matrimonio, facendo una pubblica dichiarazione davanti alla vedova e agli anziani.

Dal momento che il tasso di mortalità era piuttosto alto, ci furono donne che, in virtù di quella legge, furono sposate più  e più volte. Ecco che un figlio, in caso di levirato, aveva come “due padri”: uno “legale” ed un altro biologico. Ricostruire l’esatta genealogia di Gesù, ad oggi, è impossibile. Non va poi trascurata la questione linguistica. Anche all’epoca, come ai giorni nostri, c’erano persone che avevano più nomi; mentre non esisteva, invece, il cognome. Ecco che in certi casi un evangelista potrebbe aver riportato un nome e l’altro un altro. Sappiamo, ad esempio, che Yitrò, suocero di Mosè, era chiamato con ben sette appellativi diversi.

COME MORI' GIUDA ISCARIOTA?

- Ed egli, gettate le monete d’argento nel tempio, si allontanò e andò ad impiccarsi. (Mt27,5) - 

- Giuda comprò un pezzo di terra con i proventi del suo delitto e poi precipitando in avanti si squarciò in mezzo e si sparsero fuori tutte le sue viscere. (At1,18) -

Leggendo gli Atti degli Apostoli si ha l'impressione che Giuda morì gettandosi da un dirupo, mentre dal Vangelo emerge che si impiccò. L'apparente contraddizione è però facilmente superabile..

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CHI VOLLE IL CENSIMENTO?

- La collera del Signore si accese di nuovo contro Israele e incitò Davide contro il popolo in questo modo: «Su, fa’ il censimento d’Israele e di Giuda».(2S24,1) Satana insorse contro Israele. Egli spinse Davide a censire gli Israeliti.(1Cr21,1) -

Dio permise a Satana di tentare Davide affinché questi fosse messo alla prova..

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DAVVERO IL SOLE SI FERMO' SU ORDINE DI GIOSUE' ?

- Giosuè disse al Signore sotto gli occhi di Israele: «Sole, fèrmati in Gàbaon e tu, luna, sulla valle di Aialon». (Gs10,12) -

La succitata frase di Giosuè è spesso tirata in ballo dai detrattori della Bibbia quale presunta prova del fatto che la Bibbia non sia stata ispirata da Dio. Tale frase, infatti, sembrerebbe rispecchiare la concezione geocentrica di quel tempo mentre la scienza oggi ci dice che la Terra non solo non è al centro dell'universo ma neppure del nostro sistema solare. Sappiamo anche che non è il Sole a girare attorno al nostro pianeta ma viceversa. Come risolvere allora la questione?

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QUANDO AVVENNE LA RIVOLTA DI TEUDA?

- prima di questi giorni sorse Teuda, dicendo di essere lui stesso qualcuno, e un certo numero di uomini, circa quattrocento, si unirono al suo partito. Ma egli fu soppresso, e tutti quelli che gli ubbidivano furono dispersi e ridotti a nulla. Dopo di lui sorse Giuda il galileo, ai giorni della registrazione, e si trasse dietro della gente. E anche quell’uomo perì, e tutti quelli che gli ubbidivano furono dispersi. (Atti 5:36-37) -

Secondo Giuseppe Flavio (Antichità Giudaiche, xx,97-98), la rivolta di Teuda avvenne mentre era procuratore della Giudea Cuspio Fado (44-46), dopo e non prima di quella di Giuda il Galileo, e dopo anche il momento storico relativo all’intervento di Gamaliele. Quanto riportato dagli Atti degli Apostoli sembrerebbe allora un errore ma non lo è. Innanzitutto dobbiamo soffermarci sul nome Teuda che era piuttosto comune al tempo di Gesù. In realtà, era diminutivo di Teodoro; come Peppino o Pino lo è di Giuseppe. Bisogna considerare, poi, che di rivolte, nella Palestina dell’epoca, ce ne furono un bel po’ come ha scritto lo stesso Giuseppe Flavio... 

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bETSAIDA ERA IN GALILEA O NELLA GAULANITIDE?

- questi si avvicinarono a Filippo, che era di Betsaida in Galilea e gli dissero… (Giovanni 12:21) -

Che Betsaida Giulia fosse nella bassa Gaulanitide anziché in Galilea lo sappiamo unicamente da Giuseppe Flavio sul quale, però, ho già avuto modo di scrivere in precedenza (spiegando la questione di Teuda, riportai ciò che scrive di Giuseppe l’enciclopedia Treccani e cioè che non fu uno storico così preciso come alcuni vorrebbero far credere)...

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QUANTI GIORNI DI CAMMINO CI SONO DA ECBATANA A RAGE?

- Ci sono due giorni di cammino da Ecbatana a Rage. Rage è sulle montagne ed Ecbatana è nella pianura (Tb5,6) -

Sia Ecbatana (presso l’attuale Hamadan) che Rage (presso l’attuale Teheran) sono entrambe in altura e  pare si trovino da 10 a 20 giorni di cammino di distanza. Eppure anche su questo la Bibbia non sbaglia..

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ESISTONO MONTAGNE PIANEGGIANTI?

- “Vedendo le folle, Gesù salì sulla montagna (e disse)” (Mt5,1) -
- “Disceso con loro, si fermò in un luogo pianeggiante (e disse)” (Lc6,17) -

Montagna, in ebraico, significa anche “altura”. Le pianure non si trovano solo sul livello del mare ma fino a 300 m di altezza. Inoltre, anche su vere e proprie montagne possono esserci delle piccole spianate naturali.

COSA C'E' OLTRE IL GIORDANO?

- Gesù partì dalla Galilea e andò nel territorio della Giudea al di là del Giordano (Matteo 19:1) -

Alcuni obiettano che aldilà del Giordano non ci fosse la Giudea ma la Perea. Ebbene, la frase “aldilà del Giodano”, fino a prova contraria, non significa “a destra” del fiume e neppure “a sinistra” così come non significa a est o a ovest del suddetto; per stabilirlo dovremmo conoscere l’esatto percorso fatto da Gesù e questo il racconto evangelico non lo dice. La Perea si trovava su una sponda (quella orientale) del Giordano mentre sull’altra sponda c’erano la Samaria e la Giudea (vedi foto come da link a seguire). Dunque, se Gesù si era incamminato a est del fiume, per andare in Giudea doveva PER FORZA andare aldilà del Giordano. Non si capisce allora in cosa consista l’errore.
 

https://it.wikipedia.org/wiki/Giuda_il_Galileo#/media/File:First_century_Iudaea_province.gif

A QUANTO AMMONTA IL PI-GRECO?

- E faceva il mare di metallo fuso di dieci cubiti da un suo orlo all’altro suo orlo, circolare tutt’intorno, e la sua altezza era di cinque cubiti, e per circondarlo tutt’intorno ci voleva una corda di trenta cubiti. (2Cronache 4:2) -

Riporto, a seguire, l'obiezione di un non credente:

Secondo un calcolo geometrico, la corda avrebbe dovuto essere lunga almeno 31 cubiti, non 30. È dovuto all’approssimazione del pi-greco a 3 anziché a 3,14. A quei tempi, già in Grecia si conosceva un’approssimazione di 3,16. Quella biblica è la peggiore della storia

Certi calcoli circa l’approssimazione del pi-greco trovano davvero il tempo che trovano, ecco il perché...

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LE LEGGI DELLA FISICA SONO UN OPTIONAL?

- Di nuovo il Diavolo lo condusse con sé su un monte insolitamente alto, e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria, e gli disse: “Ti darò tutte queste cose se ti prostri e mi fai un atto di adorazione” (Matteo 4:8-9) -
 
- Immediatamente dopo la tribolazione di quei giorni il sole sarà oscurato, e la luna non darà la sua luce, e le stelle cadranno dal cielo, e le potenze dei cieli saranno scrollate. (Matteo 24:29) -

Un non credente, una volta, disse che certe cose siano impossibili ma esiste davvero qualcosa di impossibile per Dio?

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QUANTE PIE DONNE C'ERANO SOTTO LA CROCE?

- Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala. (Giovanni 19,25) -

- Tra costoro Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo e di Giuseppe, e la madre dei figli di Zebedèo. (Matteo 27,56) -

Giovanni e Matteo non si contraddicono, leggi il perché..

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QUANTE PIE DONNE SI RECARONO AL SEPOLCRO?

- Passato il sabato, Maria di Màgdala, Maria di Giacomo e Salome comprarono oli aromatici per andare a imbalsamare Gesù. (Marco 16,1) -

- Erano Maria di Màgdala, Giovanna e Maria di Giacomo. Anche le altre che erano insieme lo raccontarono agli apostoli. (Luca 24,10) -

All'apparenza sembrerebbe che i 4 Vangeli, in merito alla scoperta della tomba vuota, si contraddico, ma non è così. Leggi il perché..

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GESU' FU CROCIFISSO NEL GIORNO DELLA PASQUA EBRAICA O LA VIGILIA?  

Secondo i Sinottici Gesù morì nel giorno della Pasqua ebraica mentre per il Vangelo secondo Giovanni il giorno della vigilia. Tutti e quattro i canonici concordano, comunque, nel dire che Gesù cenò per l’ultima volta la sera di Giovedì (in realtà, per gli ebrei, era già Venerdì poiché un nuovo giorno, per loro, inizia al tramonto e non a mezzanotte), durante quella stessa notte fu arrestato; di seguito (era Parasceve, cioè Venerdì) fu processato, condannato e crocefisso per poi resuscitare il giorno dopo il Sabato. Le due diverse cronologie basate sulla Pasqua (quella dei sinottici e quella di Giovanni) sembrerebbero inconciliabili ma non è detto lo siano. Gli ebrei non usavano tutti lo stesso calendario; a tal proposito consiglio di leggere la “Vita di Gesù” dell’abate Giuseppe Ricciotti. E’ un libro di qualche anno fa ma rimane uno dei migliori (anche da un punto di vista storico e geografico) circa la vita di Cristo. Spiega anche, tra le altre cose, la questione del censimento di Quirinio. In ogni caso, che fosse il 14 o il 15 di Nisan non cambia la sostanza di fondo che, come detto, è uguale in tutti e 4 i Vangeli canonici.

pOSSIBILE CHE CI FU UN'ECLISSE DI SOLE IL GIORNO DELLA CROCIFISSIONE?  

- Era verso mezzogiorno, quando il sole si eclissò e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio. Il velo del tempio si squarciò nel mezzo. (Lc23,44-46) -

I non credenti fanno notare che le eclissi solari durino al massimo pochi minuti e che siano visibili solo da una porzione molto ridotta della superficie terrestre. Inoltre, in base ai calcoli astronomici in nostro possesso, non risulta ci siano state eclissi solari nel periodo in cui si presume sia avvenuta la morte di Gesù. Per giunta, tali eclissi non possono verificarsi in prossimità della Pasqua ebraica poiché quest’ultima coincide col plenilunio, quindi la Luna, trovandosi dalla parte opposta della Terra rispetto al Sole, non può in tali momenti oscurare quest’ultimo. Tutto ciò è vero ma nel Vangelo di Luca è usata la parola greca ἐκλείπω  (ekleipō) che di solito ha il significato di "mancare", "cessare" o "fallire"; tradurre in "eclissarsi" è possibile ma nel senso astronomico del termine sarebbe una forzatura. Ecco che, se traducessimo, semplicemente, in “venne a calare la luce del sole”, il problema sarebbe risolto. Anche una coltre nuvolosa e una fitta nebbia, fino a prova contraria, fanno calare la luce solare.

cOSA DISSE GESU' PRIMA DI MORIRE?  

- E Gesù, emesso un alto grido, spirò. (Matteo 27,50) -
 
- Gesù, gridando a gran voce, disse: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito». Detto questo spirò. (Luca 23,46) -
 
- E dopo aver ricevuto l’aceto, Gesù disse: «Tutto è compiuto!». E, chinato il capo, spirò. (Giovanni 19,30) -

Matteo afferma che Gesù, prima di spirare, emise un alto grido senza, però, specificare cosa disse. Luca afferma, anch’esso, che Gesù gridò a gran voce (specificandone, invece, le parole). Entrambi i Vangeli, pertanto, risultano perfettamente compatibili. Giovanni scrive che Gesù, dopo aver ricevuto l’aceto, disse “tutto e compiuto”. Non dice, però, che quelle furono le sue ultimissime parole. Si limita a dire che successivamente chinò il capo e spirò. Nulla, pertanto, vieta di pensare che, prima di spirare, abbia emesso anche il grido menzionato da Matteo e Luca.

CUORE E RENI SONO SEDI DELL'INTELLIGENZA E DELLE EMOZIONI?

-Vita–anima nel sangue (Gen9,4;Lv17,11.14); cuore o fegato o reni sede di intelligenza ed emozioni (Gn6,5;Lam2,11;Sal7,10…)-

Le frasi sopra riportate non furono dette per spiegare come funzionassero gli organi del corpo umano. Ancora oggi diciamo parole del tipo: “va dove ti porta il cuore”, “ho il cuore in gola”, “segui il tuo cuore”, al “cuore non si comanda”,  “ragionare con la pancia”e via discorrendo. Certe frasi, in determinate circostanze (tipo nella vita privata), le dicono finanche i medici pur sapendo benissimo, ad esempio, che il cuore sia ben lontano dalla gola. Questo perché, sin dall’antichità, il più vitale degli organi (cioè il cuore) era considerato sede dell’anima e dei sentimenti. Oggi sappiamo benissimo che non è così ma nel linguaggio figurato (diverso da quello scientifico) continuiamo a usare frasi di quel tipo senza che sia sbagliato farlo. 

MOSE' VIDE IL VOLTO DI DIO?

- Perciò Giacobbe diede al luogo il nome di Peniel, perché, come egli disse: “Ho visto Dio faccia a faccia eppure la mia anima è stata liberata”. (Genesi 32:30) -
 
- "Nessun uomo ha mai visto Dio." (Giovanni 1:18) -
 
- “non potrai vedere il mio volto, perché nessun uomo può vedermi e restare vivo”. (Esodo 33, 20) -
 
- Quando Mosè entrava nella tenda, scendeva la colonna di nube e restava all’ingresso della tenda… Cosi il Signore parlava con Mosè faccia a faccia, come un uomo parla con un altro. (Esodo 33,9) -
 
- Non è piů sorto in Israele un profeta come Mosè – lui con il quale il Signore parlava faccia a faccia (Deuteronomio 34,10) -

Giovanni, nel prologo al suo Vangelo, ha scritto: “Dio nessuno l’ha mai visto: proprio il Figlio Uni­genito, che è nel seno del Padre, Lui lo ha rivelato”. Questo significa che Dio si è rivelato pienamente nella Persona del Figlio, cioè Gesù Cristo. Dio, a Mosè, apparve sotto forma di roveto ardente (che pur bruciando non si consumava). L’espressione “faccia a faccia”, presente più volte nell’Antico Testamento, stava a significare “a tu per tu”; il che non vuol dire, però, che Mosè vedesse in volto Dio. In inglese, l’espressione italiana “faccia a faccia” si traduce “face to face” ma si può tradurre anche “cheek to cheek” che però, letteralmente, significa “guancia a guancia”. Ebbene, quando un madrelingua inglese dice di aver parlato con qualcuno “cheek to cheek” non vuol dire di aver parlato con quello guancia nella guancia (come due innamorati quando ballano stretti, stretti), bensì intimamente e a tu per tu. E’ surreale che ci si attacchi a queste cose pur di denigrare la Bibbia.

COME MORI' SAUL?

- Saul disse al suo scudiero: «Sfodera la tua spada e trafiggimi con essa; non vengano questi incirconcisi a trafiggermi e a farsi beffe di me». Ma il suo scudiero non volle, perché era tutto spaventato. Allora Saul prese la spada e vi si gettò sopra. 

(1sam 31:4, 4) -
 
- Allora egli mi disse: «Avvicinati a me e uccidimi, perché una grande angoscia si è impadronita di me, ma la vita è ancora tutta in me». Così mi avvicinai a lui e lo uccisi, perché capivo che non avrebbe potuto vivere dopo la sua caduta. (2sam 1, 9-10) -

Leggendo i due brani su riportati, non conoscendo l’intero contesto, si potrebbe pensare che nel Primo Libro di Samuele fu scritto che lo scudiero non volle uccidere Saul, mentre nell’altro libro (sempre di Samuele) lo scudiero ubbidì all’ordine. Le cose, in realtà, andarono diversamente (altro motivo per cui è sbagliato decontestualizzare una frase da un discorso più ampio). 

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QUANTE COPPIE DI ANIMALI ENTRARONO NELL'ARCA DI NOE'?

- ..di tutto ciò che vive di ogni carne fanne entrare nell’arca due di ogni specie, per conservarli in vita con te; e siano maschio e femmina. Degli uccelli secondo la loro specie, del bestiame secondo la loro specie e di tutti i rettili della terra secondo la loro specie, due di ogni specie verranno a te, perché siano conservati in vita. (Gen 6, 19-20) -
 
- Di ogni specie di animali puri prendine sette coppie, maschio e femmina; e degli animali impuri una coppia, maschio e femmina; anche degli uccelli del cielo prendine sette coppie, maschio e femmina, per conservarne in vita il seme sulla faccia di tutta la terra; (Gen 7, 2-3) -

Nel primo brano della Genesi su riportato, Dio comandò genericamente di salvare (di ciascuna specie animale) maschio e femmina affinché, col Diluvio, tali animali non si estinguessero. Nel secondo brano, più specifico del primo, fu fatta, invece, distinzione tra animali puri e impuri. Di quest’ultimi ne furono presi due (maschio e femmina) per specie. Degli animali puri, invece, sette paia. 

Ecco che il secondo brano completa (ma non smentisce) il primo. 

LA MATEMATICA E' UN'OPINIONE?

- Questo è il loro computo: Bacili d’oro: trenta; bacili d’argento: mille; coltelli: ventinove; coppe d’oro: trenta; coppe d’argento di second’ordine: quattrocentodieci; altri arredi: mille. Tutti gli oggetti d’oro e d’argento erano cinquemilaquattrocento. 

(Esd1,9-11) -

I denigratori della Bibbia fanno notare che la somma dei suddetti oggetti faccia 2499 e non 5400 come riportato, invece, da Esdra. In realtà, leggendo l’intero brano, anziché soffermasi su uno spezzone decontestualizzato ad hoc, si capisce non ci sia alcun errore. Riporto il brano completo:
 
"Allora si misero in cammino i capifamiglia di Giuda e di Beniamino e i sacerdoti e i leviti, quanti Dio aveva animato a tornare per ricostruire il tempio del Signore in Gerusalemme. Tutti i loro vicini li aiutarono validamente con oggetti d'argento e d'oro, con beni e bestiame e con oggetti preziosi, e inoltre quello che ciascuno offrì volontariamente. Anche il re Ciro fece trarre fuori gli arredi del tempio, che Nabucodònosor aveva asportato da Gerusalemme e aveva deposto nel tempio del suo dio. Ciro, re di Persia, li fece trarre fuori per mano di Mitridate il tesoriere, che li consegnò a Sesbassar, principe di Giuda. Questo è il loro computo: Bacili d'oro: trenta; bacili d'argento: mille; coltelli: ventinove; coppe d'oro: trenta, coppe d'argento di second'ordine: quattrocentodieci; altri arredi: mille. Tutti gli oggetti d'oro e d'argento erano cinquemilaquattrocento. Sesbassar li riportò da Babilonia a Gerusalemme, in occasione del ritorno degli esuli. (Esd1,5-11)"
 
2499 erano gli oggetti d’oro e d’argento che Ciro, re di Persia, regalò a Sesbassar principe di Giudea. Si arrivò a 5400 sommando, presumibilmente, a quelli del re persiano, quelli già raccolti in precedenza ("Tutti i loro vicini li aiutarono validamente con oggetti d'argento e d'oro, con beni e bestiame e con oggetti preziosi, e inoltre quello che ciascuno offrì volontariamente").  

PERCHE' L'ELENCO DEI rIMPATRIATI NON COINCIDE TRA ESDRA E NEEMIA?

- Esdra 2:8 – Neemia 7:13; Esdra 2:12 – Neemia 7:17; Esdra 2:15 – Neemia 7:20; Esdra 2:19 – Neemia 7:22; Esdra 2:28 – Neemia 7:3 -

Sia Esdra che Neemia riportano una sorta di censimento dei rimpatriati a seguito dell'esilio babilonese. I due elenchi, però, in alcune parti non coincidono. Perché?

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DIO SI PENTE?

- il Signore si pentì di aver fatto l’uomo [Genesi 6, 6] -

Capita di leggere nella Bibbia che Dio si arrabbia o che si pente. In realtà, non fa nulla di ciò. Non si pente poiché non cambia idea in quanto immutabile. L’antropomorfismo è un genere letterario necessario a spiegare con parole umane e terrene ciò che non è umano, né terreno. 

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LA BIBBIA APPROVA LA SCHIAVITU' ?

- e dissero a Roboamo [figlio di Salomone]: “Tuo padre ci ha imposto un pesante giogo; ora tu alleggerisci la dura schiavitù di tuo padre e il giogo pesante che quegli ci ha imposto e noi ti serviremo”. (1-Re
12, 4) -

Innanzitutto bisogna chiarire il significato dei termini “schiavo” e “schiavitù”. 

Oggi diamo loro un’accezione totalmente negativa ma se ci sforzassimo di contestualizzarli al tempo delle vicende bibliche scopriremmo differenze sostanziali con la schiavitù intesa in epoca moderna...

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GELOSIA E IRA SONO PECCATI?

Il Dio della Bibbia è un dio gelosissimo (Esodo 34:14), irascibile (AT Lamentazioni 2, 22) e vendicativo (AT Ezechiele 25, 14)

Gelosia e ira non sono sempre peccati, anzi, in talune occasioni il peccato consiste proprio nel non esserlo. C’è, infatti, sia una gelosia positiva, sia un’altra negativa. Un uomo che se ne infischia del tradimento della moglie (pur avendola scoperta in flagrante adulterio) dimostra di non essere geloso ma questa sua non gelosia non ha nulla di positivo, anzi.. così facendo, dimostra di infischiarsene sia della moglie che del loro matrimonio.  La gelosia è peccato, invece, quando, ad esempio, un marito soffoca la libertà della moglie a causa di inutili sospetti. Quando, invece, si lascia correre tutto, compreso il male, il peccato consiste proprio nella mancanza di ira.

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PERCHE' GESU' DISSE CHE ENTRO QUELLA GENERAZIONE SAREBBE VENUTA LA FINE DEL MONDO? E PERCHE' SAN PAOLO SCRISSE CHE SAREBBE STATO ANCORA IN VITA PER LA SECONDA VENUTA DEL SIGNORE?

- In verità vi dico, non passerà questa generazione prima che tutto questo accada (Matteo, 24,34) -

- noi che viviamo e saremo ancora in vita per la venuta del Signore.. (San Paolo, Prima Lettera ai Tessalonicesi) -

Gesù e San Paolo, in realtà, non dissero che entro pochi anni sarebbe venuta la fine del mondo. Leggi il perché..

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A MORTE SI O A MORTE NO?

Gli risposero i Giudei: «A noi non è consentito mettere a morte nessuno». (Giovanni 18,31)
 
Gli risposero i Giudei: «Noi abbiamo una legge e secondo questa legge deve morire, perché si è fatto Figlio di Dio». 

(Giovanni 19,7)

La Legge alla quale fa riferimento Giovanni 19,7 era quella mosaica che condannava con la morte la blasfemia. La Legge di Mosè, per la cronaca, risaliva a parecchi secoli prima che Roma fosse fondata. Al tempo di Gesù, però, la Palestina era diventata provincia romana (era chiamata provincia di Giudea). Dal 6 d.c. in avanti il Sinedrio aveva perso il diritto di emettere sentenze capitali. O meglio, “inter nos”, lo si faceva ancora, tant’è che i sinedriti decretarono la morte di Gesù, ma non si poteva eseguire tale sentenza. Solo la giustizia romana poteva eseguire una sentenza di morte. Poi c’erano persone che si facevano, aldilà di tutto, giustizia da soli ma, così facendo, contravvenivano alla lex romana (del resto anche oggi c’è chi, in barba alla legge, si fa giustizia da solo). Quei versi da te citati, pertanto, non si contraddico affatto.

DIO E’ SEMPRE PRESENTE… O SI NASCONDE?

Un solo Dio Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, agisce per mezzo di tutti ed è presente in tutti. (Efesini
4, 6)

Ti sei avvolto in una nube, così che la supplica non giungesse fino a te. Ci hai ridotti a spazzatura e rifiuto in mezzo ai popoli. (Lamentazioni 3, 44)

Le Lamentazioni sono state scritte usando, spesso, un linguaggio figurato e metaforico (come del resto anche i Salmi). Trovo a dir poco imbarazzante che si interpreti alla lettera la frase “Ti sei avvolto in una nube, così che la supplica non giungesse fino a te”. Walter Benjamin, filosofo e scrittore tedesco, scrisse “che Baudelaire vedeva i cadaveri dall’interno”. Se volessimo interpretare tale frase alla lettera (dopo averla puntualmente decontestualizzata) dovremmo pensare che Baudelaire entrasse letteralmente dentro i corpi dei cadaveri in modo tale da guardarli dall’interno: il che è assurdo. La frase per esteso di Benjamin era: “L'allegoria barocca vede il cadavere solo dall'esterno, Baudelaire lo vede anche dall'interno”. Non sto a soffermarmi sul significato di tale frase, il punto è che la poesia (e tale discorso vale sia per le Lamentazioni quanto per i Salmi) utilizza spesso un linguaggio allegorico che, per sua natura, è piuttosto diverso dal comune modo di parlare. Qualcuno ha detto: “La poesia è la sublime espressione dell'anima. Poeta è colui che traduce in versi sensazioni, emozioni, stati d'animo”. Non credo ci sia bisogno di aggiungere altro.

lA VENDETTA PIACE O NO A DIO?

Non ti rallegrare per la caduta del tuo nemico e non gioisca il tuo cuore, quando egli soccombe, perché il Signore non veda e se ne dispiaccia (Proverbi
24, 17)

Il giusto godrà nel vedere la vendetta, laverà i piedi nel sangue degli empi. (Salmi 58,11)

Cirillo d’Alessandria commentò quel verso del Salmo 58 dicendo: “È un modo di parlare figurato; i vincitori, abitualmente, sporcano di sangue i loro piedi camminando sui cadaveri; il salmista rappresenta Dio come un guerriero vincitore che trionfa sul nemico e libera gli oppressi”. Quello di San Cirillo, a distanza di oltre 1500 anni, mi pare sia il commento più semplice e corretto a quel verso del Salmo 58 e in ogni caso, il salmo in questione, non dice sia Dio a godere della vendetta.

DIO VEDE TUTTO?

In ogni luogo sono gli occhi del Signore, scrutano i malvagi e i buoni. (Proverbi 15,3)


Disse allora il Signore: «Il grido contro Sodoma e Gomorra è troppo grande e il loro peccato è molto grave. Voglio scendere a vedere se proprio hanno fatto tutto il male di cui è giunto il grido fino a me; lo voglio sapere!» (Genesi
18,20)

Dio vede tutto e sa già tutto poiché è onnisciente; certe frasi (come quella riportata in Genesi circa Sodoma e Gomorra) sono degl'antropomorfismi, come tanti altri contenuti nella Bibbia (esempio, Dio che si pente). E’ un argomento, fra l’altro, che ho già affrontato. In merito a quel brano della Genesi vorrei, però, aggiungere una cosa. Dopo aver detto di voler “scendere a guardare”, Dio aggiunge un’esclamazione emblematica: “Lo voglio sapere!”. Ebbene, la Scrittura, a seguire, riporta questo significativo dialogo (sotto certi aspetti un botta e risposta) tra Dio e Abramo:
 
23 Allora Abramo gli si avvicinò e gli disse: «Davvero sterminerai il giusto con l'empio? 24 Forse vi sono cinquanta giusti nella città: davvero li vuoi sopprimere? E non perdonerai a quel luogo per riguardo ai cinquanta giusti che vi si trovano? 25 Lungi da te il far morire il giusto con l'empio, così che il giusto sia trattato come l'empio; lungi da te! Forse il giudice di tutta la terra non praticherà la giustizia?». 26 Rispose il Signore: «Se a Sòdoma troverò cinquanta giusti nell'ambito della città, per riguardo a loro perdonerò a tutta la città».27 Abramo riprese e disse: «Vedi come ardisco parlare al mio Signore, io che sono polvere e cenere... 28 Forse ai cinquanta giusti ne mancheranno cinque; per questi cinque distruggerai tutta la città?». Rispose: «Non la distruggerò, se ve ne trovo quarantacinque». 29 Abramo riprese ancora a parlargli e disse: «Forse là se ne troveranno quaranta». Rispose: «Non lo farò, per riguardo a quei quaranta». 30 Riprese: «Non si adiri il mio Signore, se parlo ancora: forse là se ne troveranno trenta». Rispose: «Non lo farò, se ve ne troverò trenta». 31 Riprese: «Vedi come ardisco parlare al mio Signore! Forse là se ne troveranno venti». Rispose: «Non la distruggerò per riguardo a quei venti». 32 Riprese: «Non si adiri il mio Signore, se parlo ancora una volta sola; forse là se ne troveranno dieci». Rispose: «Non la distruggerò per riguardo a quei dieci». 33 Poi il Signore, come ebbe finito di parlare con Abramo, se ne andò e Abramo ritornò alla sua abitazione.
 
Frasi come “scendere a guardare” e “Lo voglio sapere!”, unite a ciò che Dio dice ad Abramo, circa il fatto se troverà dei giusti in quelle città, fanno capire che i cosiddetti castighi di Dio non piovono dal cielo per pure caso. Dio non punisce alla cieca o a casaccio (come invece pensavano altri popoli dell’antichità). Molti, ad esempio, citano a sproposito la cosiddetta epopea di Gilgamesh (riguardo al diluvio) senza mai neppure aver letto cosa ci sia scritto. Leggendola emerge che gli dei decisero di punire l’umanità per un capriccio e non perché, come afferma invece la Bibbia, l’umanità si fosse corrotta.


qUANTO VIVE UN UOMO?

Allora il Signore disse: “Il mio spirito non resterà sempre nell’uomo, perché egli è carne e la sua vita sarà di centoventi anni”. (Genesi 6,3)

Gli anni della nostra vita sono settanta, ottanta per i più robusti, ma quasi tutti sono fatica, dolore; passano presto e noi ci dileguiamo. (Salmi
90,10)

Gli studi sul DNA hanno rivelato che siamo “programmati” per vivere fino a massimo 120 anni (non ci arriva praticamente  nessuno per malattie, incidenti e quant’altro ma il tetto è quello). Vedi articolo del Corriere della Sera:
 

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2005/10_Ottobre/22/vecchi.shtml
 
 Ma leggiamo un po’ cos’è scritto nel Libro della Genesi:
«Lo Spirito mio non contenderà per sempre con l'uomo poiché, nel suo traviamento, egli non è che carne; i suoi giorni dureranno quindi centoventi anni». Per la cronaca, il DNA è stato scoperto meno di un secolo fa mentre la Bibbia è stata scritta migliaia di anni prima-


GESU' E' ONNIPOTENTE?

Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa (Giovanni 3,35)

E non vi potè operare nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi ammalati e li guarì. (Marco 
6,5)

Per capire bene la frase sopra riportata, bisogna, innanzitutto, leggere l’intero brano (ennesimo esempio di quanto sbagliato sia interpretare alla lettera singole frasi estrapolate ad hoc).

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dIO MANTIENE LE PROMESSE?

Allora il Signore disse ad Abram […] Tutto il paese che tu vedi, io lo darò a te e alla tua discendenza per sempre.            (Genesi 13,15)

Nella fede morirono tutti costoro, pur non avendo conseguito i beni promessi, ma avendoli solo veduti e salutati di lontano (Ebrei 
11,13)

Dio non disse ad Abramo che ogni suo singolo discendente avrebbe vissuto nella Terra Promessa. Discendenza è un termine generico. Appartenevano alla discendenza di Abramo anche coloro che, dopo la morte di Mosè, entrarono e presero effettivamente possesso della terra che il Signore aveva promesso loro. Dunque non è vero che Dio non mantenne la Sua promessa. Fra l’altro, anche i palestinesi che hanno abitato quell’area nei secoli scorsi si considerano discendenza di Abramo (in quanto discendenti di Ismaele). 

dIO TENTA GLI UOMINI?

Figlio, se ti presenti per servire il Signore, preparati alla tentazione. (Siracide 2,1)

Nessuno, quand’è tentato, dica: «Sono tentato da Dio»; perché Dio non può essere tentato dal male, ed egli stesso non tenta nessuno; invece ognuno è tentato dalla propria concupiscenza che lo attrae e lo seduce. (Giacomo 1,13-14)

Dio non tenta nessuno, leggi il perché..

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GESU' TESTIMONE DI SE STESSO?

Se fossi io a render testimonianza a me stesso, la mia testimonianza non sarebbe vera (Giovanni 5, 31)

Gesù rispose: “Anche se io rendo testimonianza di me stesso, la mia testimonianza è vera (Giovanni 8, 14)

In Gv 5:31 Gesù dice, "Se io rendo testimonianza di me stesso, la mia testimonianza non è vera", eppure in Gv 8:14 dice, "Anche se io testimonio di me stesso, la mia testimonianza è vera". Le frasi lette così si sembrerebbero contraddirsi, ma esaminando i versetti nel loro contesto, vediamo che il significato delle frasi è diverso e non c'è contraddizione.
 
Nel capitolo 5, Gesù sta parlando delle testimonianze che dimostrano che quello che dice è giusto. In questo senso, la sua testimonianza non valeva o non bastava, perché chiunque può dire le cose che Gesù disse, ma non per questo sono giuste. Sono le testimonianze del Padre (Gv 5:32), di Giovanni il battista (Gv 5:33) e delle sue opere (Gv 10:25) che convalidano e confermano Gesù. Difficilmente questo versetto può essere interpretato in un altro modo, perché Gesù non avrebbe mai affermato di aver raccontato delle bugie riguardo a se stesso. Il termine "vera", in questa frase, deve per forza aver il senso di "valida".
 
Dall'altro canto, nel capitolo 8, il senso dell'affermazione di Gesù è che quello che dice di se stesso è vero, e solo lui può testimoniare con la verità di se stesso, perché solo lui sa da dove viene e dove va. Gesù aggiunge che comunque c'è anche la testimonianza del Padre che conferma quello che dice (Gv 8:18).
 

http://www.laparola.net/brani/brani.php?b=761

COSA SONO LE CATARATTE DEL CIELO?

In Gn 1,7 si legge che «Dio fece la distesa celeste e separò le acque che sono al di sotto della distesa da quelle che sono al di sopra di essa»; in Sal 148,4 si legge: «Lodatelo, […] acque che state al di sopra del cielo»; in Gn 7,11 che «si aprirono le cateratte del cielo»; e in Is 24,18 che «le cateratte dall’alto si aprirono». Questi passi riflettono la credenza errata che sopra il cielo vi sia un ammasso di acqua da cui provengono le piogge.
 
E’ tutto da dimostrare che gli ebrei fossero convinti che in cielo vi fosse un ammasso d’acqua. Non lo dimostra, in realtà, neppure quel brano della Genesi nel quale si dice che Dio, il secondo giorno, divise le acque superiori da quelle inferiori. 

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lA PROFEZIA DELLA SCOMPARSA DI TIRO SI E' AVVERATA?

In Ez 26,17-21 l’autore del passo predice la scomparsa di Tiro: «Come sei andata in rovina tu, che vivevi del mare, o città celebrata […]. I paesi marittimi rimangono sbigottiti per la tua fine”. Poiché così dice il Signore Dio: “Quando ti avrò ridotta una città desolata come quelle città che non sono più abitate […], ti farò dimorare nelle regioni profonde […] perché tu non sia più abitata […]. Non esisterai più: ti si cercherà ma non sarai più ritrovata. Oracolo del Signore Dio».
Tiro è ancora oggi abitata e nel 1984 è stata dichiarata patrimonio dell’umanità.

Leggendo il pezzo succitato, mi ha colpito molto vedere tutte quelle parentesi quadre con all’interno dei puntini; qualcuno, in pratica, dopo aver estrapolato un brano dal Libro del Profeta Ezechiele, lo ha “menomato” di alcune sue parti per poi presentarci, mediante cuci e incolla, una sintesi a dir poco fuorviante. Certo, leggendo quanto sopra riportato, e sapendo che tutt’ora esiste in Libano una città chiamata Tiro, verrebbe da pensare che quella profezia biblica non si sia avverata. Le cose, in realtà, stanno diversamente..

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PERCHE' NEL VANGELO E' SCRITTO "COMPRENDA CHI LEGGA"?

In Mt 24,15 è messa in bocca a Gesù la frase: «Comprenda chi legge». Ma Gesù non può aver detto ai suoi discepoli questa frase.

Gesù potrebbe aver detto “Chi ascolta, comprenda” dopo di che l’agiografo, o successivamente uno scriba, potrebbe aver modificato tale frase in “Comprenda chi legga”. Oppure potrebbe trattarsi, più semplicemente, di una glossa dell’autore evangelico messa lì apposta affinché il lettore capisse il nesso esistente tra le parole profetiche di Gesù con quelle riportate dal profeta Daniele.

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Mt 27,9 FA RIFERIMENTO A GEREMIA O A ZACCARIA?

In Mt 27,9 si legge: «Allora si adempì quanto fu annunziato dal profeta Geremia: Presero i trenta pezzi d’argento, il prezzo di colui che a tal prezzo fu venduto dai figli di Israele». Non in Geremia, ma in Zaccaria 11,12-13 si parla dei trenta pezzi d’argento, come prezzo con cui viene stimato il profeta.

Per capire bene la questione, ancora una volta, è necessario leggere l’intero brano.

9 Allora si adempì quanto era stato detto dal profeta Geremia: E presero trenta denari d'argento, il prezzo del venduto, che i figli di Israele avevano mercanteggiato, 10 e li diedero per il campo del vasaio, come mi aveva ordinato il Signore.

E’ vero che la parte relativa ai trenta denari sia tratta da Zaccaria ma è vero anche che l’altra parte, quella relativa al campo del vasaio, è tratta da Geremia. Ebbene, in questi casi, quando due o più profezie venivano combinate tra loro, si era soliti citare il profeta più famoso che in tal caso era Geremia. Zaccaria, infatti, a differenza dell’altro, appartiene ai cosiddetti “profeti minori”. Ebbene, all’epoca di Gesù, non solo la Bibbia non era suddivisa in capitoli (come lo è adesso) ma neppure vi era la numerazione dei singoli brani. Oggi la Chiesa Cattolica dedica a ciascun profeta (compresi i “minori”) un singolo libro ma 2000 anni fa (come suppongo anche adesso), per gli ebrei, gli scritti dei profeti minori erano raggruppati in un singolo libro e quando venivano citati, il più delle volte, non erano menzionati per nome. Proprio Matteo, ad esempio, parlando della natività di Gesù, citò Michea (altro profeta “minore”) senza, però, menzionarne il nome (si limitò a dire: “perché così è scritto per mezzo del profeta”).

Mc 1,2 FA RIFERIMENTO A ISAIA O A MALACHIA?

In Mc 1,2 si legge: «Come sta scritto in Isaia profeta: Ecco io mando il mio messaggero davanti a te». Questo passo non si trova in Isaia, ma in Malachia (3,1).

Stesso discorso di prima. Anche in tal caso è bene leggere l’intero brano prima di “sputare sentenze”:

2 Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero: egli preparerà la tua via. 3 Voce di uno che grida nel deserto:
Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri

La prima parte, effettivamente, è del profeta Malachia ma la restante è di Isaia. Marco, alla stessa maniera di Matteo (poiché in questi casi si usava così) citò il solo Isaia poiché il più famoso dei due. Fra l’altro, si ritiene che il nome Malachia, in realtà, fosse una sorta di pseudonimo dal momento che, in ebraico, quel nome significa “il mio messaggero”. Dunque, come si chiamasse, realmente, tale profeta non ci è dato saperlo; non lo si sa adesso, né lo si sapeva 2000 anni fa. Ebbene, citare per nome un profeta anonimo è cosa alquanto ardua (a meno di non voler usare, appunto, uno pseudonimo).

Ciò dimostra ancora una volta che quello che fanno certi non credenti (cioè estrapolare e decontestualizzare singole frasi bibliche) può essere a dir poco fuorviante.

QUANDO DAVIDE MANGIO' I PANI SACRI, CHI ERA SOMMO SACERDOTE?

In Mc 2,26 si legge che Davide, avendo fame, «al tempo del sommo sacerdote Abiatar entrò nella casa di Dio e mangiò i pani sacri». Ma secondo 1 Sam 21,2-7, l’episodio è avvenuto quando era sommo sacerdote Achimelec.

Cominciamo col dire che Abiatar era figlio di Achimelec e che anch’esso fu sacerdote. Menzionando Achimelec, non mi risulta che la Bibbia gli abbia mai attribuito, esplicitamente, il titolo di “Sommo Sacerdote”...

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cON COSA FU SOLLEVATA LA SPUGNA IMBEVUTA D'ACETO?

In Gv 19,29 si legge che i soldati fissarono una spugna imbevuta d’aceto a un issopo e l’accostarono alla bocca di Gesù crocifisso. Ma l’issopo è un piccolo arbusto a fusti esili inadatto a issarvi una spugna bagnata per sollevarla. In Mt 27,48 e Mc 15,36 si dice che la spugna fu fissata a una canna.

Il nome “issopo” deriva dal latino “hyssopu” che, a sua volta, deriva dal greco “hyssopos”. Tale pianta, in ebraico, è chiamata “ezob” o “esob” e significa “erba santa”. Oggi, col termine “issopo”, chiamiamo un arbusto dal fusto effettivamente assai esile, tuttavia, il termine greco (e i vangeli sono scritti in tale lingua), come anche quello latino, stava ad indicare svariate specie sia della famiglia delle Lamiaceae che di quella delle Graminacee. L’issopo biblico, pertanto, è così vagamente indicato che, ad oggi, non si saprebbe a quale genere di pianta ascriverlo. E’ stato ipotizzato che l’issopo menzionato nel Vangelo di Giovanni, in riferimento al brano succitato, fosse, in realtà, la Sorghum vulgare: pianta dal fusto medio/alto appartenete alle Graminacee. Poiché tale pianta raggiunge un’altezza di circa 2 m, se ne poteva ricavare un fusto, o “canna”, abbastanza lungo e solido da portare la spugna imbevuta di aceto fino alla bocca di Gesù. La Bibbia CEI, fra l’altro, traduce quel brano usando proprio il termine “canna” e non issopo.

GIUSEPPE FU VENDUTO AGL'EGIZIANI DAGL'ISLAMITI O DAI MADIANITI?

Secondo Gn 37,28, i madianiti vendettero Giuseppe agli ismaeliti.
Secondo Gn 37,36, i madianiti vendettero Giuseppe all’egiziano Potifar, consigliere del faraone.

Col termine “ismaeliti”, nella Genesi, venivano indicati, unicamente, i discendenti di Ismaele (il figlio che Abramo ebbe dalla schiava Agar) mentre col termine “madianiti” venivano indicati sia i discendenti di Madian (un altro dei figli di Abramo) sia gli abitanti dell’omonima regione mediorientale chiamata, appunto, “Madian” dal nome di quel figlio di Abramo che la ricevette in eredità. Ebbene, al tempo di Giuseppe vi erano, senz’altro, “madianiti” che erano, al contempo, anche “ismaeliti”. Erano, cioè, "madianiti" in quanto abitanti di Madian (o perché provenienti da essa) ed erano “ismaeliti” poiché discendenti di Ismaele. Per capirci meglio, faccio un esempio piuttosto semplice. Ancora oggi, giustamente, molti abitanti dell’Alto Adige sono sia italiani, sia tedeschi. Sono, cioè, di nazionalità italiana e di etnia tedesca. E’ possibile, allora, definirli, a piacimento, in entrambi i modi (italiani e tedeschi). Analogo discorso per quanto concerne quel brano della Genesi. Dei madianiti vendettero Giuseppe a degli ismaeliti che erano, a loro volta, anch’essi di Madian. Quest’ultimi, poi, vendettero Giuseppe all’egiziano Potifar.

Faccio anche un altro esempio tratto anch’esso dalla Bibbia. Dalle Lettere di San Paolo, e dagl’Atti degli Apostoli, sappiamo che Paolo di Tarso era ebreo della tribù di Beniamino e, al contempo, era pure giudeo e romano. Era, cioè, di etnia ebraica (più specificatamente della tribù di Beniamino); era anche giudeo, ma non perché appartenesse alla tribù di Giuda, o perché fosse venuto al mondo in Giudea (era nato in una città della Cilicia chiamata Tarso, nell’attuale Turchia), bensì perché appartenente al Giudaismo; infine era anche romano di cittadinanza. Dagl’Atti degli Apostoli, infatti, sappiamo fosse cittadino romano sin dalla nascita (e non perché l’avesse acquisita col tempo), il che significa che anche i genitori lo erano (cittadini romani). 


A CHI, SECONDO S.PAOLO, FANNO RIFERIMENTO LE PROMESSE AD ABRAMO?

In Gal 3,16 Paolo dice che le promesse furono fatte ad Abramo «e alla tua discendenza, come a uno solo, cioè Cristo». I passi della Bibbia ebraica a cui si riferisce sono: Gn 12,7; 13,15; 17,7-8; 22,17; 24,7. Ma questi passi parlano dei «tuoi discendenti», o della «tua stirpe», o di un popolo come insieme di discendenti, cioè non si riferiscono affatto «a uno solo» e non dicono ciò che dice Paolo.

Francamente è imbarazzante che si cerchi di smentire San Paolo in questo modo. Estrapolare e decontestualizzare singole frasi della Bibbia, senza neppure sforzarsi di capire cosa abbia voluto dire l’autore, NON E’ GIUSTO..

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DOVE FU SEPOLTO GIACOBBE, A MACPELA O A SICHEM?

Secondo Gn 50,13, Giacobbe fu sepolto nel campo di Machpela, di fronte a Mamre.
Secondo At 7,15-16, Giacobbe fu sepolto a Sichem.

La contraddizione, in realtà, è solo apparente e per capire perché bisogna leggere sia quel brano della Genesi che quello degli Atti..

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LA COLPA DEI PADRI RICADE SUI FIGLI?

Secondo Es 20,5, Lv 26,39 e Is 14,21, la colpa dei padri ricade sui figli.
Secondo Dt 24,16 e Ez 18,20, la colpa dei padri non ricade sui figli.

Innanzitutto facciamo chiarezza circa quanto scritto realmente nei brani biblici succitati...

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dIO ABITAVA NEL TEMPIO DI GERUSALEMME?

In Es 25,8 Dio dice di volere la costruzione di un santuario e che risiederà in esso; in Dt 12,4-11 Dio dice che solo nel tempio di Gerusalemme occorre cercarlo ed eseguire il culto; in 1 Re 8,13 Salomone afferma di avere edificato il tempio come perpetua residenza di Dio; in 1 Re 9,3 Dio dice che sarà per sempre nel tempio di Gerusalemme; in Mt 23,21 si legge che Dio abita nel tempio. In Gv 4,21-24 Gesù dice che Dio non si deve adorare né sul monte Gherizim né a Gerusalemme, ma in spirito e verità; in At 17,24 Paolo afferma che Dio «non abita in templi fabbricati dagli uomini»; in Rm 1,9 Paolo dice che presta culto a Dio nello spirito; e in Rm 12,1 esorta a offrire i propri corpi come «culto spirituale».

I brani succitati hanno un significato diverso da come sono stati su esposti..

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DOVE MORI' ARONNE?

Secondo Nm 33,38, Aronne morì sul monte Hor.
Secondo Dt 10,6, Aronne morì a Mosera.

Anche tale contraddizione, in realtà, è solo apparente; scopriamo il perché..

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DIO PUO' PERDONARE CHI LO HA ABBANDONATO?

In Ger 5,7 Dio dice che non può perdonare chi lo ha abbandonato.
In Sal 103,3 si dice che Dio «perdona tutti i tuoi peccati».

Quel brano del profeta Geremia non dice che Dio “non può” perdonare chi l’ha abbandonato; dice (o meglio chiede): “Perché ti dovrei perdonare?

Ebbene, c’è parecchia differenza tra il dire “Non posso perdonare” e il chiedere “Perché ti dovrei perdonare?”. Purtroppo, al tempo di internet, anziché verificare cosa ci sia realmente scritto nella Bibbia, si preferisce fare copia e incolla e i risultati sono quelli..