A CHI, SECONDO S.PAOLO, FANNO RIFERIMENTO LE PROMESSE AD ABRAMO?

In Gal 3,16 Paolo dice che le promesse furono fatte ad Abramo «e alla tua discendenza, come a uno solo, cioè Cristo». I passi della Bibbia ebraica a cui si riferisce sono: Gn 12,7; 13,15; 17,7-8; 22,17; 24,7. Ma questi passi parlano dei «tuoi discendenti», o della «tua stirpe», o di un popolo come insieme di discendenti, cioè non si riferiscono affatto «a uno solo» e non dicono ciò che dice Paolo.

Francamente è imbarazzante che si cerchi di smentire San Paolo in questo modo. Estrapolare e decontestualizzare singole frasi della Bibbia, senza neppure sforzarsi di capire cosa abbia voluto dire l’autore, NON E’ GIUSTO. San Paolo non scrisse che le promesse fatte ad Abramo fossero riferite al solo Gesù, bensì: 

27 poiché quanti siete stati battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo. 28 Non c'è più giudeo né greco; non c'è più schiavo né libero; non c'è più uomo né donna, poiché tutti voi siete uno in Cristo Gesù. 29 E se appartenete a Cristo, allora siete discendenza di Abramo, eredi secondo la promessa (Gal 3, 27-29).

San Paolo, in pratica, intese dire che la salvezza non fosse prerogativa dei soli ebrei, né che fosse conseguibile attraverso il legalismo farisaico, bensì partendo dalla fede in Cristo.

Per approfondire meglio la questione e capire cosa intendesse San Paolo per "opere della legge", consiglio di leggere quanto scritto dal buon Padre Angelo Bellon, dell'ordine dei Domenicani, al seguente link:

http://www.amicidomenicani.it/leggi_sacerdote.php?id=4745