COME MORI' SAUL?

- Saul disse al suo scudiero: «Sfodera la tua spada e trafiggimi con essa; non vengano questi incirconcisi a trafiggermi e a farsi beffe di me». Ma il suo scudiero non volle, perché era tutto spaventato. Allora Saul prese la spada e vi si gettò sopra. 
(1sam 31:4, 4) -
 
- Allora egli mi disse: «Avvicinati a me e uccidimi, perché una grande angoscia si è impadronita di me, ma la vita è ancora tutta in me». Così mi avvicinai a lui e lo uccisi, perché capivo che non avrebbe potuto vivere dopo la sua caduta. (2sam 1, 9-10) -


Leggendo i due brani su riportati, non conoscendo l’intero contesto, si potrebbe pensare che nel Primo Libro di Samuele fu scritto che lo scudiero non volle uccidere Saul, mentre nell’altro libro (sempre di Samuele) lo scudiero ubbidì all’ordine. Le cose, in realtà, andarono diversamente (altro motivo per cui è sbagliato decontestualizzare una frase da un discorso più ampio). A dire “Così mi avvicinai a lui e lo uccisi..” fu un giovane mercenario amalecita. Alcuni pensano che Saul sia morto suicida proprio come raccontato nel Primo Libro di Samuele e che l’amalecita, dopo aver visto il cadavere, mentì raccontando a Davide di aver ucciso il re con la speranza (conoscendo la rivalità tra i due) di ottenerne una ricompensa. Altri, e forse è l’ipotesi più plausibile, pensano che Saul, dopo essersi gettato addosso alla spada per suicidarsi, ne uscì ferito gravemente ma non mortalmente chiedendo, poi, all’amalecita di “finirlo”. Questi, successivamente, si prese il “merito” di aver ucciso il re. Riporto, per completezza, l’intero brano tratto dal Secondo Libro di Samuele:
 
Al terzo giorno ecco arrivare un uomo dal campo di Saul con la veste stracciata e col capo cosparso di polvere. Appena giunto presso Davide, cadde a terra e si prostrò. Davide gli chiese: «Da dove vieni?». Rispose: «Sono fuggito dal campo d'Israele». Davide gli domandò: «Come sono andate le cose? Su, raccontami!». Rispose: «E' successo che il popolo è fuggito nel corso della battaglia, molti del popolo sono caduti e sono morti; anche Saul e suo figlio Giònata sono morti». Davide chiese ancora al giovane che gli portava le notizie: «Come sai che sono morti Saul e suo figlio Giònata?». Il giovane che recava la notizia rispose: «Ero venuto per caso sul monte Gelboe ed ecco vidi Saul appoggiato alla lancia e serrato tra carri e cavalieri. Egli si volse indietro, mi vide e mi chiamò vicino. Dissi: Eccomi! Mi chiese: Chi sei tu? Gli risposi: Sono un Amalecita. Mi disse: Gettati contro di me e uccidimi: io sento le vertigini, ma la vita è ancora tutta in me. Io gli fui sopra e lo uccisi, perché capivo che non sarebbe sopravvissuto alla sua caduta. Poi presi il diadema che era sul suo capo e la catenella che aveva al braccio e li ho portati qui al mio signore».