COME MORI' GIUDA ISCARIOTA?

- Ed egli, gettate le monete d’argento nel tempio, si allontanò e andò ad impiccarsi. (Mt27,5) - 

- Giuda comprò un pezzo di terra con i proventi del suo delitto e poi precipitando in avanti si squarciò in mezzo e si sparsero fuori tutte le sue viscere. (At1,18) -

Leggendo gli Atti degli Apostoli si ha l'impressione che Giuda morì gettandosi da un dirupo, mentre dal Vangelo emerge che si impiccò.

Riporto, a seguire, l'obiezione di un non credente:

Curioso come sia Matteo che San Pietro affermino di essere “testimoni oculari”. Comunque, c’è chi dice che Il ramo si ruppe e Giuda cadde nel dirupo, ma è un’evidente e ridicola forzatura. Se ci fosse stato un terzo versetto che affermava la morte di Giuda in acqua, avrebbero detto che si era impiccato sopra degli scogli. Detto questo, il problema diventa irreparabile se consideriamo anche San Paolo, che nella I Lettera ai Corinzi (15,4-5), ci informa che:
 
“Cristo fu sepolto e resuscitato, il terzo giorno apparve a Cefa (Kefaz, san Pietro) e ai dodici apostoli”.
 
Essendo “dodici” vuol dire che fra essi era presente anche Giuda “il traditore”, sempre vivo; inoltre, questo apostolo, all’evangelista Giovanni non risulta che si sia suicidato.
Infine c’è da dire che, quest’ultima frase, viene giustificata dai cattolici dicendo che il dodicesimo apostolo a cui si riferisce Paolo è quello che è stato scelto al posto di Giuda, ovvero Mattia. In realt, sempre gli Atti, in 1,15-26 ci confermano che la selezione del nuovo dodicesimo apostolo è stata fatta solo dopo l’ascensione di Gesù.

Non c’è bisogno di buttarsi sugli scogli affinché il petto ne esca squarciato. Basta cadere da una certa altezza su delle pietre appuntite (che non si trovano solo in mare ma possono fuoriuscire anche dal terreno) là dove è ipotizzabile che il ramo su cui si impiccò Giuda si spezzò. Nella Lettera di San Paolo ai Corinzi non è scritto che “apparve ai Dodici Apostoli”; è scritto: “apparve a Cefa e quindi ai Dodici”. Sembrerebbe la stessa cosa ma non lo è. San Paolo non scrisse ai Dodici Apostoli ma ai “Dodici”,là dove questo termine era diventato ormai un sostantivo o se vogliamo, anche, un aggettivo usato per indicare la piccola comunità degli apostoli indipendentemente dal loro esatto numero. La “Septuaginta”, Bibbia dei 70, fu redatta, secondo la tradizione, da 72 eruditi eppure non la si è MAI chiamata Bibbia dei 72 ma sempre e solo dei 70. Faccio anche un altro esempio.  Vi sarà capitato probabilmente di sentire, durante la telecronaca di una partita, l’espressione “l’undici di (nome dell’allenatore)” quale sinonimo di una tale squadra. Ebbene, tale espressione capita di sentirla anche dopo l’espulsione di un giocatore nonostante il telecronista non dovrebbe poiché i giocatori di quella squadra non siano più 11 ma 10. Quell’Undici, però, in tal caso, non viene detto per far la conta dei calciatori superstiti bensì come sinonimo di squadra. Si può allora affermare che, anche nella lettera ai Corinzi, il numero dodici, abbia un contenuto che va oltre il significato indicato dalla semplice cifra.