..conoscerete la verità, e la verità vi renderà liberi (Gv 8,32)

il Padre Nostro

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Obiettivi:

Questo sito nasce allo scopo di offrire una sana e corretta informazione cristiana, denunciando, al contempo, le furberie laiciste, e purtroppo anche le menzogne, di alcuni atei. E' doveroso far ciò poiché fin troppe persone, soprattutto tra i giovani, si lasciano facilmente suggestionare da chi dice che Dio non esista o che la religione sia alla stregua della superstizione. A pagarne le conseguenze sono soprattutto i cosiddetti “piccoli” nella fede, cioè coloro sprovvisti di una fede solida e consolidata. Con l'aiuto di Dio, si cercherà allora, attraverso le pagine del sito, di dare testimonianza alla Verità quant'anche scomoda questa possa apparire.

Sia Lodato Gesù Cristo.

La menzogna rende schiavi, la verità rende liberi:

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Diverso tempo fa, mi capitò di leggere, su internet, la critica di un non credente che mi colpì molto. Riporto, a seguire, il suo commento:

la bibbia è piena di contraddizioni e di assurdità che sono figlie dell'ignoranza di chi le scriveva all'epoca; ma oggi le incongruenze delle scritture,vengono fatte passare per cose corrette attraverso "l'interpretazione"che altro non è che l'invenzione di spiegazioni che smentono la scrittura e la riportano sul piano del possibile, del credibile, del verosimile o del giusto con fiumi di parole, arzigogoli teologici che stravolgono il testo e le parole originali dandogli dei significati improbabili per l'epoca! Insomma senza questi artifici verbali, la scrittura sarebbe da buttare alle ortiche alla luce delle scoperte scientifiche odierne! Quindi un giorno sono mille anni, la luce e le tenebre si possono avere prima delle stelle e del sole che produce la luce, satana è un mentitore, quando invece dice il vero e mente Dio, l'uomo ha disobbedito a Dio, quando invece Dio sapeva il futuro prima di creare l'uomo, ed avrebbe potuto farlo diversamente, la madonna era vergine anche se aveva altri figli, ed i figli erano cugini figli di un'altra sorella di maria che si chiamava maria anche lei, il faraone era cattivo e non lasciò partire gli israeliti, quando si legge chiaramente che è Dio ad indurire il cuore di faraone per poter mandare le piaghe e dimostrare la sua megalomania, la fine dei tempi che doveva venire in quella generazione invece...ecc... Insomma uno stravolgimento totale dei significati per giustificare tutte le assurdità e le inesattezze bibliche! Quando gli fai notare una contraddizione, subito attaccano con le cavolate che hanno sentito dal prete, che le ha inventate proprio per non far la figura dell'idiota, e continuare a guadagnare soldi alle spalle dei "boccaloni" che abboccano all'amo! La teologia è soltanto l'arte di inventare spiegazioni all'inspiegabile e rendere accettabile l'assurdo! Quando dici che hai letto la bibbia e ti sei resoconto che è un'accozzaglia di idiozie, subito ti dicono che è perché non l'hai capita, non essendoti appoggiato ad un prete che te la può spiegare! Insomma loro ammettono implicitamente di non essere in grado di intendere e volere e di aver bisogno di un altro che legge per loro e gli spiega come il bianco si possa leggere nero; ma sono tanto idioti da credere che tutti siano impediti come loro e che quindi tutti abbiano bisogno del tutor per capire e del navigatore biblico per orientarsi fra le stupidaggini bibliche! Se ammettessero che è difficile capire la bibbia perché la follia è di difficile decodifica, sarei quasi tentato di dar loro ragione!

Rileggere quelle parole, ancora oggi, mi colpisce molto poiché, oltre all'astio dimostrato verso la religione, chi le ha scritte, di fatto, ha rifiutato ogni interpretazione biblica diversa da quella letterale. Egli sostiene, ad esempio, che se nella Bibbia è scritto che la Madonna ebbe altri figli non possiamo continuare a considerarla perennemente vergine, né possiamo dire fossero figli di un'altra donna o cugini di Gesù. Nella Bibbia, in realtà, non è scritto da nessuna parte, e sfido chiunque a dimostrare il contrario, che Maria Santissima ebbe altri figli; semmai si parla dei cosiddetti "fratelli e sorelle" di Gesù. Qualcuno penserà sia la stessa cosa ma non lo è. Piaccia o meno, la lingua ebraica (come anche quella aramaica), a quel tempo, non aveva alcun termine specifico per indicare certi parenti prossimi quali, ad esempio, i cugini. Ecco che, proprio tali parenti venivano chiamati, a seconda del caso, "fratelli" o "sorelle". Ciò è stato ampiamente dimostrato tant'è che qualsiasi attento conoscitore della lingua ebraica (indipendentemente dal proprio credo religioso, atei compresi) ne è consapevole. Anche il termine "cognato" non apparteneva al vocabolario ebraico ed anche in tal caso si usava la parola "fratello". A chi si scandalizza di ciò rivolgo un esempio tratto dalla lingua inglese (che, per la cronaca, non è antica quanto quella ebraica e aramaica). L'inglese non fa alcuna distinzione tra "ti amo" e "ti voglio bene". Entrambe tali espressioni si traducono "I love you". La traduzione letterale di tale frase, però, è "ti amo", tuttavia può tranquillamente significare anche "ti voglio bene" poiché l'inglese non possiede alcuna espressione specifica per tradurre quest'ultima frase. Eppure esiste una certa differenza tra il dire a qualcuno "ti amo" e il dirgli "ti voglio bene". Una differenza così netta che spero non sia necessario spiegarla dettagliamente. Ma allora come si fa a capire se, dicendo "I love you", si è inteso dire "ti amo" o "ti voglio bene" ? Lo si capisce interpretando il contesto. Se a dirlo è stata una mamma al suo bambino, la traduzione corretta sarà "ti voglio bene"; se invece, ad esempio, a dirlo è un ragazzo alla propria fidanzata, la traduzione corretta sarà "ti amo". Ecco che, finanche con la lingua inglese (probabilmente la più diffusa oggi a livello mondiale), in taluni casi, è necessario "interpretare"; ma c'è di più. L'inglese neppure distingue tra la seconda persona singolare e la seconda persona plurale (tu e voi, per intenderci). In entrambi i casi  si traduce "you". Ecco che, la frase di cui sopra, "I love you", oltre a poter significare "ti amo" o "ti voglio bene", può voler dire anche "vi amo" o "vi voglio bene". Per capirne il reale significato, ancora una volta, siamo costretti a ricorrere all'interpretazione. Se ci si sta rivolgendo a una singola persona, bisognerà tradurre al singolare, altrimenti al plurale. Ebbene, se tale discorso vale per l'inglese, che è una lingua dei giorni nostri, perché non può valerlo per delle lingue arcaiche come l'aramaico e l'ebraico? Faccio presente, fra l'altro, che quella inglese è la lingua col vocabolario più ampio avendo circa 490 mila parole di uso corrente più circa 300 mila di uso tecnico. Per capirci, a voler fare un confronto, la lingua italiana ha "solo" circa 220 mila parole di uso corrente (dunque meno della metà dell'inglese). Eppure, proprio l'inglese scrive e pronuncia "tu" e "voi" alla stessa maniera, né distingue tra "ti voglio bene" e "ti amo". Possibile, allora, scandalizzi così tanto il fatto che gli ebrei chiamassero "fratelli" anche i cugini? Detto ciò, la teologia (come anche l'esegesi e l'analisa critica e filologica dei Sacri Testi) NON E' L'ARTE DI INVENTARE SPIEGAZIONI ALL'INSPIEGABILE RENDENDO ACCETTABILE L'ASSURDO. Tutt'altro, serve, invece, a capire fino in fondo quello che l'agiografo (vissuto migliaia e migliaia di anni fa) ha inteso realmente dirci. CIO' CHE GLI STUDIOSI CRISTIANI FANNO, DA 2000 ANNI A QUESTA PARTE, NON E', PERTANTO, L'ARTE DELL'IBROGLIO MA LA RICERCA DELLA VERITA'. Le parole, fra l'altro, col passare del tempo, nascono, crescono, si evolvono e, talvolta, anche muoiono. Una parola, ad esempio, oggi potrebbe voler dire una determinata cosa e in passato potrebbe aver significato tutt'altro. Pensiamo, ad esempio, alla parola "casino". Per gli antichi romani indicava una sorta di baracca nella quale vivevano le persone più disagiate. Col passarre del tempo, il termine indicò prima un piccolo abitacolo per le battute di caccia e successivamente un circolo per intellettuali; dal '700 in avanti, invece, diventò sinonimo di luogo di incontro con le prostitute. Infine, dal '900 in poi, è diventato sinonimo di "caos" e "confusione". Nella sua variante francese (con l'accento sulla o finale) sta, ad indicare, invece, le case da gioco. Va detto, poi, che le Bibbie comunemente in nostro possesso sono traduzioni di altre traduzioni. Basterebbe, allora, già solo questo a dimostrare che la Bibbia non la si possa sempre e solo interpretare alla lettera. Per quanto concerne il discorso relativo alla luce, esistente già prima delle stelle, mi limito qui a ricordare ciò che, a riguardo, dice l'astrofisica: la prima luce che illuminò l'universo non fu quella delle stelle bensì quella della cosiddetta "radiazione cosmica di fondo"; proprio la scienza, pertanto, ci dice che la luce esisteva nell'universo ancor prima si accendessero le prime stelle.

Per questo (ed altri motivi) ho scelto di creare questo sito. 

Quante volte, poi, specialmente su internet, leggiamo che i miracoli non esistano, che Gesù non sia mai esistito o che la scienza sia a un passo, ormai, dal chiarire ogni cosa senza la necessità di credere ad alcun Dio. Finanche i mezzi di comunicazione di massa, spesso, purtroppo, anziché diffondere la conoscenza, sortiscono l’effetto contrario, contribuendo ad alimentare disinformazione, ignoranza e mal costume. Il buon Louis Pasteur, però, diceva che “poca scienza allontana da Dio ma molta scienza riavvicina a lui”. Cercheremo allora di dimostrare che la Bibbia non contenga né errori, né incoerenze, che della Sacra Scrittura ci si possa fidare, e che la conoscenza scientifica avvicini a Dio anziché allontanare da Lui. Scienza e fede, infatti, non sono per nulla in contrasto tra loro; a meno che tale contrasto non lo si voglia creare ed alimentare artificiosamente per questioni più ideologiche che scientifiche.
 
Assistiamo, da ormai diversi anni, quasi impotenti, al crescere dell’ateismo, dell’agnosticismo, del laicismo, del nichilismo, del materialismo, dell’edonismo, del relativismo e, più in generale, di tutto ciò che consegue la negazione di Dio. Interrogato da Ponzio Pilato, Nostro Signore Gesù Cristo disse di essere venuto al mondo per dare testimonianza alla verità (“per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per rendere testimonianza alla verità; chiunque è dalla verità, ascolta la mia voceGv18,37). Talvolta, però, purtroppo, preferiamo una bugia rassicurante piuttosto che una verità scomoda. Eh sì perché essere dalla verità non è cosa facile, come non lo è comportarsi da persone libere. Nostro Signore disse che la verità rende liberi, tante volte, però, è più facile comportarsi da schiavi che da persone realmente libere. Dio non ha mai schiavizzato nessuno, a differenza, invece, della cupidigia e del peccato che ci rendono schiavi del nostro ego e delle nostre voglie. Avremo modo di parlare anche di questo. D’altronde, proprio Pilato scelse di non confrontarsi con la verità. Ascoltate le parole di Gesù, replicò chiedendo cosa fosse la verità (Quid est veritas? Che cos’è la verità?) ma la sua fu solo una sorta di domanda retorica poiché nel Vangelo è scritto che non aspettò, né pretese, alcuna risposta ma uscì per rivolgersi nuovamente alla folla. Pilato, come fin troppo spesso accade ai giorni nostri, diede per scontato che una verità assoluta non esista. Alcuni anni fa, Joseph Ratzinger, prima di essere eletto Papa (al tempo, dunque, ancora cardinale), disse: “Si va costituendo una dittatura del relativismo che non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie”. Teniamo bene a mente tali parole per non abiurare quella verità incarnata da Gesù e in nome della quale Nostro Signore è venuto nel mondo.
 
Fëdor Dostoevskij ne “I fratelli Karamazov”, l’ultimo dei suoi romanzi, scrisse che se Dio non esistesse, tutto sarebbe permesso, sottolineando, al contempo, la stretta correlazione tra la negazione di Dio e la divinizzazione dell’uomo. Fin troppo spesso, infatti, ai giorni nostri, gli esseri umani hanno la pretesa di sostituirsi a Dio, basti pensare a quel crimine legalizzato chiamato aborto. La Madonna, a Fatima, quasi 100 anni fa, preannunciò che la Russia avrebbe sparso per il mondo i propri errori e così è stato. Per chi non lo sapesse, l’Unione Sovietica, nei primi anni ’20 del secolo scorso, fu la prima nazione della storia a legalizzare l’aborto. In migliaia e migliaia di anni, nessuna legislazione, di nessun popolo e paese, aveva reso legale un tale abominio. Poi, però, un regime dichiaratamente ateo (quale quello sovietico) scelse di macchiarsi per primo di tale crimine e da lì a non molti anni quasi tutte le nazioni del mondo fecero altrettanto. Di questo e di altro ancora parleremo nel sito.

Sia Lodato Gesù Cristo.

Pillole di Vangelo

"Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna!" 
Gv.6,60-69