IL CILINDRO DELLA TENTAZIONE RAFFIGURA ADAMO ED EVA?

Nel racconto della Genesi c’è l’albero della conoscenza, il frutto e il serpente. Smith osserva che:“Un importante reperto antico appartenente al British Museum mostra due figure, ognuna seduta a un lato di un albero, che allungano le loro mani verso un frutto, mentre alle spalle della donna c’è un serpente. Noi tutti sappiamo bene che in queste sculture antiche niente era lasciato al caso, anzi rappresentavano tutte eventi, o supposti eventi, e leggende; perciò è evidente che una variante del racconto della caduta, simile a quello della Genesi, era già conosciuto nell’antica Babilonia” (brano tratto da "Il libro che la tua Chiesa non ti farebbe mai leggere).

Il reperto in questione è noto come “Cilindro della Tentazione” ed è custodito presso il British Museum. Riporto a seguire alcune foto:


https://arsartisticadventureofmankind.files.wordpress.com/2013/07/img_7080.jpg?w=863&h=360

https://beliefspeak2.net/tag/cylinder-seals/

https://beliefspeak2.files.wordpress.com/2012/12/cylender-seals.jpg

Il suddetto cilindro è in realtà un sigillo di pietra verde risalente a circa 2000 anni prima di Cristo. A scanso di equivoci, le tavolette accanto ai cilindri sono delle ricostruzioni finalizzate a mostrare meglio le immagini impresse sui sigilli. Il cosiddetto “Cilindro della Tentazione” raffigura due persone sedute (forse uomo e donna), una pianta (o almeno sembrerebbe tale) al centro dell’immagine e un serpente (ammesso si tratti davvero di questo). Sulla tavoletta sono impressi due serpenti ma questo è frutto di un’erronea ricostruzione. Dal momento che l’immagine è su una superficie cilindrica, dunque arrotondata, il serpente si trova alle spalle di entrambe le persone lì raffigurate. E’ ingannevole, pertanto, dire che alle spalle della donna ci sia un serpente. Il serpente (ammesso si tratti di questo) è, infatti, alle spalle di entrambi. Fra l’altro, è più vicino alla figura “maschile” che a quella femminile. Si ritiene, infatti, che, dei due, l’uomo sia quello con le “corna”, o meglio, col copricapo a forma di corna. In tale maniera venivano raffigurati gli dei sumeri (mentre l’Adamo biblico non era un dio). Francamente non saprei dire in base a cosa l’altra persona dell’immagine sia considerata una donna. A primo acchito, dopo aver visto l’immagine per la prima volta, pensavo che l’uomo fosse proprio quello a sinistra e che quello sul suo capo fosse una sorta di turbante. Poi ho letto ciò che disse Smith circa il copricapo a forma di corna della persona a destra (che lui identifica in Adamo). Ammetto, comunque, di non essere un esperto di arte arcaica. Ad ogni modo, se i due fossero stati raffigurati nudi (come, fra l’altro, è scritto nel Libro della Genesi) l’identificazione sarebbe stata più semplice. Per quanto concerne, invece, il serpente, è presente anche in altri cilindri che non hanno, però, certamente, nulla a che vedere con la Genesi. Si veda, ingrandendo, la seguente foto (tavoletta n° 8 e tavoletta n° 21)
 

https://beliefspeak2.files.wordpress.com/2012/12/cylender-seals.jpg
 
Smith dice che in certe antiche sculture nulla era lasciato al caso; mi chiedo allora cosa rappresenti il serpente nelle tavolette 8 e 21 o cosa rappresenti quella sottospecie di corna rovesciate sul tronco del presunto albero del “Cilindro della Tentazione”. Smith dovrebbe saperlo visto che dice che nulla fosse lasciato al caso. Stiamo, in realtà, parlando di un’immagine che, complessivamente, potrebbe prestarsi a molteplici significati. Non è detto, pertanto, faccia davvero riferimento alla caduta dell’uomo e della donna come, invece, da racconto bilico.
 
Basterebbe già questo a chiudere l’intera questione. Supponiamo, però, che il cosiddetto “Cilindro della Tentazione” sia davvero un archetipo della caduta dell’uomo. Se partissimo dal presupposto che Adamo ed Eva siano senz’altro i personaggi di una favola, tipo Biancaneve e i 7 nani, potremmo allora dire, quasi con certezza, che l’autore biblico copiò da un mito (o favola) preesistente. Noi cristiani, però, come del resto anche gli ebrei e pure i mussulmani, crediamo che Adamo ed Eva siano esistiti realmente e che da loro sia disceso tutto il genere umano. Ciò significa che non solo cristiani, ebrei e mussulmani discendono da tale coppia, ma anche tutti gli altri esseri umani di ogni epoca: egizi, sumeri, assiri, babilonesi, ittiti, fenici, cretesi, greci, cartaginesi, romani, aztechi, maya, i cosiddetti pellirossa, cinesi, giapponesi, aborigeni, indiani, buddisti, induisti, mazdeisti, vichinghi, inuit, eschimesi, atei, deisti, agnostici etc, etc. Adamo ed Eva, secondo la nostra fede, appartengono, dunque, alla storia di tutto il genere umano e non solo a quella biblica. Ecco che il cilindro di cui sopra potrebbe rappresentare, addirittura, un indizio (o per lo meno un reperto) extrabiblico comprovante l’effettiva esistenza di Adamo ed Eva. Spesso, quando si parla di Gesù, gli atei contestano il fatto che le testimonianze storiche extrabibliche siano poche. Poi, però, quando si parla di Adamo ed Eva, una possibile prova extrabiblica, quale il cosiddetto “Cilindro della Tentazione”, non solo non viene presa a sostegno della veridicità del racconto biblico ma, viceversa, ne dimostrerebbe la falsità: in quanto gli ebrei, dicono i laicisti, copiarono da miti preesistenti. Ebbene, per fare certe affermazioni, bisognerebbe prima provare che quello di Adamo ed Eva fosse solo un mito (cosa che invece non si può dimostrare) anziché la storia di due persone realmente esistite.
 
Qualche anno fa, alcuni genetisti, studiando il DNA mitocondriale e il cromosoma Y, scoprirono una sorta di radice comune tra tutte le persone oggetto di quello studio (persone per nulla imparentate tra loro, nonché provenienti da nazioni e continenti diversi). In pratica, tale studio suggerì che tutte le persone di questo mondo discenderebbero da una stessa donna e da uno stesso uomo. Tali antenati comuni furono ribattezzati “Eva Mitocondriale” e “Adamo Y Cromosomiale”. All’inizio, però, si pensava che la Eva in questione fosse vissuta migliaia e migliaia di anni prima rispetto ad “Adamo Y Cromosomiale”. Ricordo i “sospiri di sollievo” di certi atei, sui social, quando Richard Dawkins (noto neo-darwinista e altrettanto noto anticlericale) spiegò che “Eva Mitocondriale” e “Adamo Y Cromosomiale”, aldilà dei nomi dati loro, non avessero alcun nesso coi personaggi biblici; dunque la loro scoperta non inficerebbe minimamente il poligenismo tanto caro ai nipotini di Darwin (in opposizione al più tradizionale monogenismo biblico). Poi, però, studi più approfonditi suggerirono che i suddetti Adamo ed Eva potessero essere vissuti nello stesso arco di tempo e, addirittura, che furono contemporanei.
 

http://www.ansa.it/scienza/notizie/rubriche/biotech/2013/08/02/Adamo-Eva-sono-nati-contemporaneamente_9108743.html
 
In pratica, gli studi fatti finora sul DNA sembrerebbero suggerire, ancora una volta, che la Bibbia abbia ragione. Il poligenismo di cui parlano i nipotini di Darwin mal si addice a due progenitori comuni (maschio e femmina) vissuti, però, in epoche diverse. Bisognerebbe ipotizzare che si estinse l’intera discendenza delle altre donne contemporanee ad “Eva Mitocondriale” e, al contempo, che si estinse anche tutta la discendenza degli altri uomini contemporanei ad “Adamo Y Cromosomiale”. Ma non solo, bisognerebbe ipotizzare anche, guarda caso, che “Adamo Y Cromosomiale” procreò non con una qualsiasi donna del suo tempo bensì proprio con una discendente di “Eva Mitocondriale”. Quante possibilità esistono, concretamente, che siano accadute tutte quelle coincidenze? In sostanza zero. Per dirla tutta, il numero delle coincidenze dovrebbe essere ancor maggiore: poiché il cromosoma y l’hanno solo gli uomini, “Adamo Y Cromosomiale” dovette avere almeno un figlio maschio. Proviamo adesso a pensare se l’Adamo in questione non avesse procreato o se avesse avuto solo figlie femmine o se, addirittura, fosse stato gay; trattasi di eventualità possibili. L’ipotesi monogenista appare allora, alla luce delle più recenti scoperte, decisamente più plausibile.
 
Detto ciò, finanche la scienza suggerisce che Adamo ed Eva siano realmente esistiti (quant’anche certi scienziati, pur di non ammetterlo, finiscano spesso col nascondersi dietro a un dito). Tornado, allora, al cosiddetto “Cilindro della Tentazione”, questo non dimostra nulla che vada contro la Bibbia. A parte il fatto sia dubbio il riferimento ad Adamo ed Eva (come già spiegato in precedenza), se anche li raffigurasse davvero, ciò non dimostrerebbe che la Bibbia abbia copiato un mito preesistente per il semplice motivo che tali persone potrebbero essere esistite realmente (di certo non è possibile dimostrare il contrario).